Stress lavoro correlato: conoscerlo per gestirlo al meglio

“Che stress!” è un’affermazione davvero comune, ma cosa significa davvero questo termine e come possiamo affrontare lo stress lavoro correlato.

Di Stefano Gheno 21 Gen 2019

Stress lavoro correlato, di cosa stiamo parlando

La vita frenetica che viviamo ci rende tutti un po’ stressati. In effetti non è sbagliato, lo stress è un compagno inevitabile della nostra esistenza. Pare che Hans Selye, il ricercatore che descrisse per primo lo stress come una risposta dell’organismo a uno stimolo negativo, sostenesse che l’unico modo per evitarlo fosse la morte. Quando però parliamo di stress lavoro correlato ci riferiamo a qualcosa di specifico, a una condizione che deriva da stressor (gli stimoli negativi) legati specificatamente al contesto lavorativo. È del resto innegabile che il contesto del lavoro, con il suo carico di diverse fatiche, sia stressante, oggi poi in modo particolare date le condizioni socio-economiche che viviamo tutti. La questione che però ci interessa davvero è: quanto è intenso lo stress al lavoro e con quali conseguenze.

 

Lo stress lavoro correlato fa male?

Ci verrebbe automatico rispondere “certamente!”, ma non è del tutto vero. In effetti non tutto lo stress fa male, anzi. Anche per lo stress lavoro correlato ci sono delle circostanze in cui un certo grado di stress è funzionale alla nostra performance e, paradossalmente, anche al nostro benessere. In questi casi parliamo di “eustress” (il prefisso “eu” indica qualcosa di buono, di positivo), mentre lo stress “cattivo” è da definire più correttamente “distress”. È il distress che, se cronicizzato, può produrre conseguenze patologiche anche molto gravi, almeno se vogliamo credere ai dati sulle malattie sul lavoro diffusi dall’Unione Europea. Quando lo stress si trasforma in distress? Le cause sono fondamentalmente due, tra loro interagenti: quando la persona considera lo stressor qualcosa da fronteggiare e, allo stesso tempo, non ritiene di essere in grado di fronteggiarla. È importante quindi sapere che lo stimolo negativo alla base del processo non è necessariamente fonte di stress allo stesso modo per tutti. A parità di stressor, alcune persone li fronteggiano più efficacemente, per cui rischiano meno il distress e le sue eventuali conseguenze patologiche. Altre persone, invece, si sentono incapaci di affrontare gli stimoli negativi da cui sono colpiti nel contesto lavorativo: questo innalza il livello di ansia da lavoro che, accumulandosi, va talvolta a tradursi in uno stress patogenico.

 

Come gestire lo stress lavoro correlato

Innanzitutto, dobbiamo dire che lo stress lavoro correlato appartiene alla grande famiglia dei rischi psicosociali, come anche il mobbing, le molestie o un cattivo clima organizzativo. Si tratta di un fattore di rischio, e come tale deve essere trattato, per evitare che vada a sfociare in conseguenze nocive per la salute dei lavoratori. Purtroppo, trattandosi di un rischio legato alla sfera immateriale e fortemente influenzato dalla soggettività delle persone, spesso lo si sottovaluta, arrivando ad affrontarlo solo quando la situazione è ormai conclamata. In effetti, però, si dovrebbe affrontare il problema prima che si ingigantisca, dato che anche in ambito psicologico è certamente meglio prevenire che curare. Come si può quindi lavorare sulla prevenzione del distress? Le strade sono fondamentalmente due:

Quest’ultima pista è quella che ci offre la riflessione di Aaron Antonovsky, che definisce la propria posizione “salutogenesi”, intendendo con questo termine un processo non tanto centrato sulla cura della patologia, quanto sulla promozione della salute. Ingrediente fondamentale di questo approccio è il significato: quanti comprendono il significato del proprio lavoro, e della fatica che comporta, difficilmente saranno vittime del distress.

 

E fuori dal contesto del lavoro?

Come dicevamo, lo stress lavoro correlato è un oggetto specifico, ma non dobbiamo dimenticare che la persona è una, nel lavoro e fuori. Per questo è inevitabile che gli stressor del lavoro incidano anche sul nostro benessere o malessere fuori dal lavoro, e naturalmente viceversa. Perseguire un equilibrio positivo tra vita lavorativa ed extra-lavorativa, o come si dice un buon work-life balance, è quindi un elemento molto importante. Dobbiamo ricordare che i nostri mondi soggettivi possono influenzare anche in positivo, così può capitare che una “buona” vita personale, familiare, nelle relazioni amicali possa redimere i fattori stressanti che incontriamo nel nostro lavoro. Certo, da soli non è sempre facile trovare la strada per una gestione efficace dei diversi eventi sfavorevoli e stressanti che incontriamo. Per questo, un aiuto professionale quale quello offerto nel counseling psicologico può rappresentare un’importante risorsa per il nostro benessere. Uno psicologo online sempre a disposizione potrebbe proprio fare al caso di quei lavoratori in sovraccarico che non riescono a trovare un momento per rigenerarsi.

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Un buon work-life balance per ridurre lo stress al lavoro

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