Come migliorare la nostra gestione del tempo

È difficile che ci avanzi del tempo, anche perché il tempo è una risorsa e, come si sa, le risorse sono sempre scarse. Più se ne ha e più se ne avrebbe bisogno. Se abbiamo due ore di tempo ce ne servirebbero sempre il doppio, anche perché tendiamo abitualmente a saturare tutte le risorse che abbiamo disposizione. Per una buona gestione del tempo quindi diamoci sempre un po’ di spazio.  

La gestione del tempo secondo una duplice visione

Per trovare buone strategie di efficace gestione del tempo è utile partire dal significato della parola tempo. Questa ci rimanda subito a un’idea di sequenza. Non è pero l’unico significato attribuibile alla parola. L’etimologia greca della parola (“Chronos”) effettivamente ha a che fare con l’idea della separazione, della sezione o di una creazione di divisione. Per i Greci, tuttavia, il tempo era anche visto come un’occasione, un qualcosa che aveva a che fare con la personale modalità di viverlo e di gestirlo. Per questa seconda visione veniva utilizzata la parola: “Kairos”, che i latini hanno tradotto poi con “Opportunitas”. Vien da sé che la percezione del tempo come Chronos, quindi secondo una visione quantitativa, comporterà la tendenza a concepirlo più come una perdita. Leggere, invece, il tempo come Kairos, ovvero secondo una prospettiva più qualitativa e personale, ci spingerà a vedere il tempo come un luogo amico in cui è possibile cogliere opportunità e possibilità. Ciò a prescindere dalla quantità di tempo di cui disponiamo o degli ostacoli che ci si faranno incontro. Possiamo, dunque, vivere le circostanze come un nemico oppure in positivo, come possibilità; purché siamo effettivamente in grado di affrontare il tempo in modo migliore, cioè di saperlo gestire in modo efficace.  

Gestione del tempo: tra controllo e fatalismo

Riflettendo sulla nostra modalità di gestione del tempo, potremmo lavorare su una rinnovata consapevolezza di non poter controllare tutto e che, di conseguenza, è naturale dover gestire un certo livello di ansia. È normale quindi essere appesantiti qualche volta dallo scorrere del tempo. Dovremo mettere in conto il fatto che la realtà in cui ci troviamo sia più grande di noi, e che quindi qualcosa ci sfuggirà inevitabilmente di mano. Spesso tendiamo a pensare che l’antidoto all'ansia sia il controllo. Ciò che in effetti succede è che, intensificando un approccio controllante, i pezzi della realtà che ci sfuggono di mano non andranno a diminuire, bensì sì moltiplicheranno. Anche perché tutto è in continuo movimento. Ma non è solo il controllo a ostacolarci nella nostra gestione del tempo. Talvolta assumiamo un atteggiamento contrario: il fatalismo. Il “vivere alla giornata”, limitandoci a reagire agli stimoli che ci colpiscono. Questa è spesso una strategia fallimentare. Il punto che ci sembra utile sottolineare, quindi, è quello di stare di fronte alla realtà per quella che è, cercando di lasciarci colpire dalle cose davvero importanti. Da un lato, dunque, il controllo non deve diventare una mania o la nostra principale fonte di motivazione; dall'altro però non deve essere neanche visto come qualcosa da evitare a tutti i costi. Dovremmo accettare il non poter avere tutto sotto controllo, cercando pero di imparare a gestire la fatica che questo comporta. Anche perché il vero problema non è la fatica, ma la mia idea di non poterla affrontare. Quando mi sembra di non poter reggere la fatica spesso andrò in cerca di un colpevole, mentre il vero tema è assumersi le proprie responsabilità, consapevoli di non poter gestire tutto.  

Come possiamo non farci sopraffare dall'ansia nella gestione del tempo

Non dobbiamo dimenticare di essere inseriti in un determinato ambiente, che andrà a influenzarci potentemente, anche nella nostra gestione del tempo. Dovremo quindi cercare il modo di non farci determinare da situazioni e circostanze, pur rispettandone la presenza. Troppo spesso abbiamo la tendenza a muoverci reattivamente nei confronti delle cose che ci provocano ansia. Il passaggio tra gestire il tempo ed essere gestiti al tempo è quindi anche un po’ legato alla nostra impulsività. Vale la pena di riflettere su come poter gestire tale impulsività, invece di compiere vani tentavi di eliminarla. Si tratta anche di qualcosa che incide sulla nostra autostima, e che può portare ad importanti cali nella motivazione. L’incapacità nella gestione del tempo, il percepirsi schiavi  più che padroni del nostro tempo può arrivare a innescare un profondo circolo vizioso. Tutto questo non fa che contribuire allo stress, che non di rado viviamo nelle nostre vite frenetiche. Noi, però, possiamo imparare ad assumere un atteggiamento positivo nei confronti dello stress provocato da una cattiva gestione del tempo. Dovremmo lavorare sulle risorse, partendo da quelle che abbiamo per fronteggiare efficacemente quanto ci soffoca. Se ci lasciamo dominare dal tempo è come rimanere perennemente su un ottovolante: “probabilmente non ti schianterai ma ti senti continuamente come se stessi per schiantarti”.  

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