Come prevenire (prima) e gestire (poi) una dinamica conflittuale

Pur consapevoli che il conflitto non è “strano” e che presto o tardi si risolverà, è essenziale specificare però che la risoluzione non è mai gratis. Per questo, anche in questo caso, è meglio prevenire piuttosto che curare ove possibile. Vi proponiamo quindi cinque semplici punti di attenzione a tal merito:

  • Riconoscere le cause, capire da dove origina il conflitto. Capire che le responsabilità non risiedono in un unico punto può aiutare, almeno a livello cognitivo, a prevenire il conflitto conclamato.
  • Cercare di parlare la lingua degli altri. Spesso il conflitto ha origine da incomprensioni, dalla presenza di impliciti, qualcosa che diamo per scontato, ma che scontato non è. Cerchiamo di immedesimarci, provando a considerare che l’altro, essendo appunto “altro”, è portatore di una serie di contenuti diversi dai nostri. Se riusciamo a considerare il punto di vista altrui una ricchezza e non soltanto una diversità ostile, allora anche in questo caso potremmo prevenire una qualche forma conflittuale.
  • Cercare un interesse comune. Cerchiamo di lavorare più su quello che ci unisce piuttosto che su quello che ci divide. Ciò che abbiamo in comune non è poco, riguarda il desiderio e la generatività. L’interesse generale, ovvero il percepire importante costruire qualcosa che sia un bene per tutti, è più inclusivo rispetto a un interesse particolare.
  • Se per litigare bisogna essere in due, allora evitiamo di gettare benzina sul fuoco. È importante riconoscere il sorgere di un’escalation in modo da disinnescarla al più presto. L’escalation origina sempre da uno scambio comunicativo di tipo simmetrico, in cui si innesca un meccanismo da cui è difficile tornare indietro. Quando ci accorgiamo che sta nascendo una simmetria comunicativa di questa natura la cosa migliore che possiamo fare è abbassare i toni e gettare cosi acqua sul fuoco, anziché benzina. In molti casi è sufficiente a calmare gli animi per quel tempo necessario che fa si che il conflitto passi in secondo piano.
  • Pur sottolineando che il non avere una posizione o il disinnescare un conflitto, in termini generali, non sono buone strategie; è vero anche che possono esistere casi in cui arrendersi è meglio che andare avanti. Arrendersi, attenzione, non vuol sempre dire relativizzare tutto e far finta che non esista una posizione diversa; arrendersi vuol dire riconoscere un valore superiore rispetto a quello di cui noi stiamo discutendo. Ciò è collegato alla necessità di trovare elementi di unione, per cui vale la pena in quel momento lasciar perdere, non insistere con la nostra posizione, e accettare il fatto che non siamo tutti d’accordo.

 

Il conflitto non è gratis

Il conflitto è normale, ma in qualche misura scava sempre un solco nella relazione. È vero che il tempo sana le ferite: rapporti anche molto tesi, con il passare degli anni e il calmarsi degli animi, trovano una soluzione. Ma le ferite rimangono. Ferite che per certi versi sono inevitabili, non esiste vita senza una ferita, senza fatica o sofferenza; tuttavia, se non curate, rischiano di infettarsi e degenerare talvolta in modo irreparabile. Proprio per quanto appena detto, il conflitto va gestito. In generale, se non si riesce a prevenire, è utile intervenire nel più breve tempo possibile. Per sanare un conflitto trascinato nel tempo, dovremmo usare tantissima energia, a rischio di prosciugare le nostre forze. Quindi, interveniamo presto!

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